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Date:         Sat, 3 Jan 2004 16:10:54 +0100
Reply-To: "Rodolfo Nicolaus (by way of Claudio Della Volpe)" <rnicolaus@TIGHTROPE.IT>
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From: "Rodolfo Nicolaus (by way of Claudio Della Volpe)" <rnicolaus@TIGHTROPE.IT>
Subject:      SCI-list avvisi: un ricordo di Maria Bakunin
To: SCI-LIST@LIST.CINECA.IT

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Ricordo di Maria Bakunin del Socio R.A.Nicolaus in occasione della
presentazione del ritratto alla
Accademia Pontaniana.
30 Gennaio 2003.

Alla prima pagina del Volume I degli Atti di questa Accademia vi è
uno scritto di Benedetto Croce del 13 Gennaio 1949  che dice :
 L'Accademia Pontaniana è stata due volte soppressa nel corso dei
secoli e due volte è risorta.
 Nata la prima volta nel 1443 intorno  ad Alfonso quinto d' Aragona,
primo re di Napoli, sotto la direzione del Panormita e, nella nuova
generazione, di Giovanni  Pontano, del quale le restò il nome, visse
un secolo giusto. Fu fatta chiudere nel 1542 dal vicerè spagnuolo don
Pedro de Toledo per sospetti di spiriti ereticali  e di cospirazioni
antispagnuole.
Ma dopo oltre due secoli e mezzo, fra le riforme civili che si
attuarono nel Regno di Napoli sotto i Napoleonidi, si ripensò anche
alla antica Accademia del Pontano, della quale era rimasta una
memoria circondata  di riverenza;  un gruppo di dotti, di scienziati
e di letterati, radunati in casa di Giustino Fortunato ( Rionero sul
Vulture 1777-Napoli 1862 ), la fece  risorgere,  e i  sessantasette
volumi dei suoi Atti attestano che non fu inoperosa.
Ma nel 1934 il governo fascista, che si era dato  a immischiarsi
nelle cose delle accademie  e  a  imporre a queste giuramenti
politici, pensò addirittura di  sopprimere la Pontaniana,  col
pretesto che  a   Napoli  c' erano due accademie,  e ciò infrangeva
la legge  dell'  unità,  sacra  a quell' alto regime.  Rammento che
il  provvedimento fu cosi  bene eseguito che la biblioteca  rimase
abbandonata, in preda di chiunque entrasse nell'edificio di Tarsia ;
Io, avvertito di ciò dall'ultimo Presidente, Pasquale del Pezzo,
mandai segretamente, per mezzo di un amico, un appunto ad un
impiegato, che sapevo a me devoto, del Ministero dell'Istruzione,
suggerendogli di telegrafare immediatamente al Rettore dell'
Università  affinchè consegnasse la biblioteca  al segretario della
Reale Accademia di scienze morali e politiche o alla direzione della
Biblioteca Nazionale. E così avvenne.
 M' illusi d' aver salvato quella biblioteca , che conteneva circa
3800 volumi ,  e serbava un  bellissimo  codice miniato del  De
liberalitate del Pontano , quattro volumi di  documenti  sull' antica
Accademia  messi insieme  nel Settecento da  Gian  Vincenzo Meola,
che, avendoli ricevuti dagli eredi del marchese  Arditi per mezzo
della nostra socia  Enrichetta  Carafa  d'  Andria , ebbi  l' onore
di persentare all'  Accademia. Serbava, inoltre,  manoscritti del
Pietro Napoli-  Signorelli  e  tutti  i  lavori giudicati  dall'
Accademia    nei concorsi che regolarmente  bandiva
 Ma nove  anni dopo , nel 1943, nei pochi giorni che  le soldatesche
germaniche  tennero Napoli  e  dintorni, furono da queste,  per
vendetta e  con  freddo proposito ,  bruciate, insieme col nostro
glorioso  e  secolare  Archivio di Stato, le biblioteche della
Società  Reale  e della   Pontaniana.
.  Ciò  non  ostante, l'  anno  appresso, 1944, l'  Accademia,
spoglia  di tutto , spiritualmente risorse, raccolse  i  suoi vecchi
soci , ne  nominò  di  nuovi,  ed ebbe forze  giovani  a  sua
disposizione  sotto  la  presidenza della   chimica  Maria Bakunin,
insegnante nella   nostra Università,   validamente  coadiuvata  dal
segretario  generale  Riccardo  Filangieri  Superate le difficoltà
finanziarie, cominciò   a  ricomporre  una  biblioteca  e  a
pubblicare i suoi  Atti,  dei  quali  questo  è   il  primo
volume   della  nuova  serie , curato  con  alta  competenza  dal
vicepresidente Fausto NicoliniÖÖÖÖ..
Il primo volume è interessante anche perchè riporta i verbali delle
sedute del periodo 1944-1948. Il primo verbale reca la data del 12
Novembre 1944. L'Accademia si riunisce nella sala Tasso degli Archivi
di  Stato offerta dal socio Riccardo Filangieri. Su proposta del
Comitato viene eletto il Consiglio  della Accademia che risulta così
costituito :
-    Presidente Onorario lo storico e filosofo Benedetto Croce socio dal 1892
-    Presidente  Maria Bakunin socio dal 1905
-  Vice Presidente il giurista e papirologo ma anche Ministro di
Grazia e Giustizia e Pubblica Istruzione (1944-1945 ), Vincenzo
Arangio-Ruiz socio dal 1928.
-      Segretario Generale lo storico ed archivista  Riccardo
Filangieri socio dal 1927.
-      Segretario Aggiunto il letterato Emanuele Ciafardini socio dal 1929.
-     Tesoriere il matematico Enrico Ascione socio dal 1912.
- Amministratori il letterato Guido della Valle socio dal 1921 e lo
zoologo Umberto Pierantoni socio dal 1928.

   Nello stesso periodo il 15 Febbraio 1944 furono eletti, su
proposta del  Comitato dei Dieci ( Bakunin, De Lorenzo, Nicolini,
Pierantoni, Omodeo, Arangio-Ruiz, Quagliarello, Carrelli, Cacciopoli
, Filangieri ) , nella Classe seconda ( Scienze Naturali ),  due soci
stranieri che si rivelarono di grande aiuto per l'Accademia :
Il Generale  USA Edgard  Erskine Hume, da civile Chief  Military
Surgeon Association.
Il Colonnello scozzese George Robert Gayre of Gayre, da civile
Direttore dello Istituto di Antropologia della Università di
Edimburgo.
Alla fine della Presidenza Bakunin,  trascorso cioè il triennio,  il
matematico tesoriere Ascione presentò un bilancio positivo per
L.569.000. I soci erano in numero di 121 ( oggi 237 ). Essi avevano
pubblicato e lavorato alacremente ma non ricevettero, come nella
tradizione, alcun stipendio  nè vitto nè alloggio.
Il successivo triennio ebbe come Presidente Fausto Nicolini e come
Segretario Generale Riccardo Filangieri.
Alla fine del 1948 l'Accademia era così composta  nelle Classi :
-        Scienze Matematiche, Presidente Mario Gleyeses, segretario
Carlo Mirando,  soci 29.
-      Scienze Naturali, Presidente Gaetano Quagliarello, Segretario
Geremia D'Erasmo, Soci 43.
-       Scienze Morali  , Presidente Romualdo Trifone, Segretario
Ludovico De Simone, Soci 27.
-  Storia, Archeologia, e Filologia, Presidente Amedeo Maiuri,
Sergretario Nicola Nicolini , Soci 31.
-       Lettere e Belle Arti,  Presidente Fausto Nicolini, Segretario
Francesco Sbordone, Soci 22.

Dunque a reggere la prima Presidenza della ACCADEMIA  fu Maria
Bakunin, una chimica.Come mai Croce la preferì ad altri ?.

Maria Bakunin , Marussia per gli amici, la Signora per gli altri, era
nata in Siberia  a Krasnojarsk il 2 Febbraio 1873, figlia del
rivoluzionario e filosofo russo il principe Michail Aleksandrovic e
di Antossia  Kwrathovoska,  (cratovoska) figlia di un deportato
politico polacco.
Dopo un lungo periodo trascorso in Siberia dove il Bakunin scontava
una condanna a vita l'intera famiglia con i figlioletti Carlo, Sofia,
e Maria riuscì a riparare in Europa. Morto il padre a Berna nel 1876,
Antossia ed i figli vennero a Napoli prendendo alloggio in una bella
villa di Capodimonte di proprietà di un noto socialista l'avvocato
Gambuzzi  che il Bakunin dovette conoscere in una delle tante
incursioni segrete a Napoli,città prediletta dal  Bakunin  che la
riteneva il luogo   ove meglio erano realizzati i suoi ideali
anarchici. Dopo poco Antossia sposò il Gambuzzi  dalla cui unione
nacque una figlia Tatiana.
 Maria ebbe la sua educazione a Napoli; frequentò il Liceo Umberto  e
si laureò con grande onore nel 1895 in chimica. Poco dopo sposava
Agostino Oglialoro-Todaro direttore dello Istituto di Chimica
Generale della Università di Napoli
Segnalo alcune date al Biografo :
1909- Professore di Chimica Applicata presso la Scuola Politecnica di Napoli
1911-Professore di Chimica Tecnologica Organica sempre presso la stessa Scuola.
1936- Professore di Chimica Industriale presso la Scuola Politecnica.
1940- Professore di Chimica Organica  presso la  Facoltà di Scienze
della Università di Napoli fino al 1948 anno in cui il milanese Luigi
Panizzi occupò la cattedra di chimica organica.
Per il biografo è necessario  sapere  che le date relative alla vita
di Maria Bakunin non sono sempre di facile interpretazione perchè
spesso fu preso, come riferimento della data di nascita   un
certificato di battesimo ove la piccola Maria aveva già 8 anni circa.
Maria Bakunin, fu una  grande scienziata, donna forte e coraggiosa
fino alla audacia  da taluni ritenuta   violenta e prepotente.
Esercitò un forte potere su chiunque, uomo o donna che fosse, ricco o
povero, debole o potente. Fu temuta e riverita da tutti e nessuno si
ribellò.Ma non fu sempre cosi. In una sessione di esami del 1941 un
ufficiale in divisa si presentò a sostenere l'esame di chimica
organica ( secondo una disposizione Ministeriale i militari in divisa
godevano di molte agevolazioni e non potevano essere bocciati). La
Signora l'apostrofò : cosa fa lei qui così travestito ? L' ufficiale,
sentendosi offeso, mise mano alla pistola e solo l'intervento
tempestivo ed intelligente dello Ing. Bonifazi evitò una tragedia.
Rivelò un carattere forte e generoso fin da giovinetta.   Quando
passeggiando per via Toledo in calesse con i fratellini,  riusci,  a
domare il cavallo improvvisamente  imbizzarito o quando caduta la
sorellina Sofia in un pozzo di Capodimonte si fece calare essa stessa
nel pozzo riuscendo ad afferarla per i capelli.
Quando i Tedeschi nel 1943 misero a fuoco le biblioteche di via
Mezzocannone, la Bakunin si sedette in prossimità delle  fiamme
incrociando le braccia. Il tenente tedesco comandante, stupefatto da
tanto coraggio dette ordine di ritirarsi ed i danni furono meno gravi.
 Io penso che Maria Bakunin fosse la persona  adatta a guidare  in
quel periodo di violenti emergenze e di forti contrasti l'Accademia e
che quindi la scelta di Croce fosse giusta.

La Signora abitava,con alcuni gatti, in locali ampi e tetri  attigui
al numero civico 8 ed ai quali si accedeva da una porticina. Quando
usciva di casa per recarsi all' Istituto al civico n° 4, vi era un
fuggi fuggi generale, mentre l'Istituto Chimico appariva
straordinariamente operoso. La Bakunin era molto dura ed esigente con
il personale. Ho una sua pubblicazione scientifica dove nell'angolo
destro in alto è scritto : prendere a calci Vincenzino ( il custode )
perchè non si è fatto le basette. Ma se qualcuno di loro si ammalava
allora correva a visitarli ed ad assisterli.
Dopo la seduta Accademica che allora aveva inizio alle ore 11, i soci
erano invitati a colazione. Assidui furono i Professori Torelli,
Masone, de Lorenzo, Bassani, Longo, Del Pezzo, De Dominicis, e poi
Giordani, Ippolito, Carrelli, D'Erasmo, Malquori, Cacciopoli. Si
parlava di Scienza e di affari Accademici come al tempo del Pontano.
A differenza dai tempi del Pontano  i cibi erano molto semplici e
sempre gli stessi : pasta nera scondita, carne di cavallo e patate
lesse, un caffè di semi  da Lei stessa tostati . All'inizio tre o
quattro gatti balzavano sul grande tavolo e finivano col mangiare nel
piatto dell'ospite. Per me che non amavo gli animali la scena era
disgustosa. Un giorno la Signora in vena di confidenze mi disse :
ricordatevi Nicolaus (mi dava sempre del voi) che se uno degli ospiti
torna  costui è uno di cui fidarsi.
Durante la guerra autorità civili, militari e religiose sedettero al
tavolo della Bakunin  o vennero semplicemente per aiuto e consiglio.
 Nel 1943 la città di Napoli era priva di acqua, luce, gas, lacera,
affamata distrutta nei suoi edifici. Frequentatori della Bakunin
erano anche i  due ufficiali militari alleati ( forse presentati da
Croce o forse da un certo Montagna come risulta da una lettera
indirizzata al Conte Filangieri e trovata di recente dalla
Cancelliera Signorina Badessa )   il Generale Hume  ed il colonello
Gayre of Gayre.  Un giorno Hume dopo uno pranzo particolarmente
squallido,  chiese alla Signora : ha bisogno di qualche cosa?  La
inaspettata risposta fu : alcool ed ovatta. Migliaia di litri di
alcool e centinaia di chili di ovatta riempirono via Mezzocannone.
Batuffoli di  ovatta imbevuti di alcool servirono a riscaldare  le
nostre provette mentre bruciatori alimentati ad alcool facevano
funzionare le nostre attrezzature e i gruppi elettrogeni.
I due ufficiali di passaggio per Napoli seguendo la linea del fronte
furono molto generosi con la Accademia Pontaniana con regali di libri
e denaro adoperandosi perchè l'Accademia non divenisse un alloggio
per le truppe .Dopo la guerra il contatto con questi nostri soci fu
perso.
Il mio incontro e il successivo rapporto con la Bakunin fu diverso da
quello che interviene generalmente  fra docente ed allievo. Esso è
rimasto  nella mia memoria.
Nella primavera del 1941  studente del secondo anno di Economia e
Commercio, mi trovai dalle parti di Via Mezzocannone ed entrai a
Chimica. Un luogo triste, un silenzio  rotto solo da un lontano
brusio di macchine,  molto diverso da Economia di Via Caracciolo.
Entrai in una camera del secondo piano ove incontrai una giovane
assistente romana, la Dottoressa Giuseppina  Riverso che era stata
mandata dal Prof.Giacomello di Roma ad elaborare i dati ottenuti ai
Raggi X degli acidi orto e para nitrofenilcinnammici. Mentre
parlavamo venne una Signora dal portamento fiero che mi sbirciò
mentre si informava con la Riverso di come andassero i calcoli. Dopo
una settimana la Bakunin credendomi uno studente di Chimica mi fece
chiamare e mi propose di entrare nel suo laboratorio per fare una
ricerca sui  pigmenti neri. Non dissi che  ero uno studente di
Economia e Commercio ma provvidi subito a cambiare Facoltà e mi misi
a studiare la chimica organica frequentando intensamente il
laboratorio  e  ciò mi portò ad essere additato come uno studente
modello Litigai spesso con la Bakunin perché ero uno spirito libero.
Liti violente diverse da quelle che intervengono fra docente e
discente.  Ricordo la lite, quando, suo assistente, contro la mia
volontà, mi cedette al Prof.Luigi Panizzi il nuovo Professore di
Chimica Organica o quando trasferitosi il Panizzi a Roma io lo volli
seguire. Ciò nonostante la sua mano protettrice mi seguì sempre  fino
alla cattedra ed oltre..
Verso la fine della sua vita  usciva raramente  di casa ma si
dedicava allo studio delle lingue. In questo periodo il Cardinale
Ursi le faceva visita   di frequente. Un giorno disse : questa donna
è come   l'arcangelo  dalla spada fiammeggiante.
Il 17 Aprile 1960 Maria Bakunin moriva  nella sua casa di via
Mezzocannone. Scompariva un professore universitario autoritario ma
di grande fascino e prestigio. Il  ricordo  per il  contributo  dato
da Maria Bakunin accanto a Croce alla rinascita della  Accademia
Pontaniana non potrà essere facilmente cancellato .
 

www.tightrope.it/nicolaus/index.htm
Napoli 30 Gennaio 2003.

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